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3.4.08

Prima,durante e ....dopo Italia-Scozia

Un simpatico video della giornata romana di due ragazzi che si sono avventurati alla partita del Nazioni Italia-Scozia.

23.3.08

Un italiano a ..... Parigi


DOMENICA 9 MARZO: LA GRANDE SFIDA ITALIA-FRANCIA

Senza sforzo ma con grande entusiasmo ci siamo svegliati alle 4.00 di mattina e ci siamo recati in macchina fino a Bergamo.

Mi trovavo all’ aeroporto di Bergamo e… finalmente!

Erano 3 mesi che aspettavo questo momento sarei andato a Parigi e più precisamente allo Stade de France a vedere la partita di rugby Italia – Francia.

Io, mio papà, mio zio, mio cugino e tutta la gang, siamo saliti in aereo, siamo andati sopra le nuvole e abbiamo visto il M. Bianco, il M. Rosa, il M. Cervino e tanti altri monti.

Dopo un’ ora siamo atterrati in un aeroporto secondario di Parigi.

Che emozione! Abbiamo preso un pullman e dopo un’ ora eravamo in centro a Parigi.

Girando su e giù, con la metropolitana, per la famosa città abbiamo visto: il Notredam, il museo di Louvre e la città tecnologica solo da lontano, la via di Campe Elisee, l’ Arco di Trionfo, il Parlamento Francese mentre la torre Eiffel solo per qualche secondo.

Erano le 15.30 quando siamo entrati alla stadio e la tensione era al massimo.

Trovammo il nostro settore d’ entrata, ci hanno perquisito, siamo entrati e… davanti ai nostri occhi c’ era uno stadio gigantesco con circa 80000 posti.

Un vero monumento dedicato al rugby!

Presentarono i giocatori e partì una lunga ola.

Poi gli inni nazionali e io cantandolo fiero sono stato inquadrato in primo piano con la parrucca rossa, io neanche lo sapevo, ma quando mio papà me lo disse pensavo che fosse uno scherzo, ma poi mio zio e degli altri tifosi Italiani nella tribuna superiore mi confermarono che ero proprio io.

Ero al colmo della gioia! E ho assistito alla partita molto più serenamente.

Finalmente il fischio d’ inizio!

All’ inizio della partita il cielo era azzurro come le maglie dei giocatori della nostra nazionale. Quando i giocatori Francesi avevano la palla a me correvano i brividi per tutta la schiena, per paura che ogni azione fosse una meta Francese.

Poi durante il primo tempo i nostri avversari fecero una bellissima meta.

Che delusione! Ma poi l’ Italia si riscattò con due calci piazzati azzeccati; mentre i tifosi Francesi fischiavano i tifosi Italiani esultavano. Nel secondo tempo l’ Italia fece una meta che diede il morale alla squadra e ai tifosi.

Peccato però perché i giocatori Francesi fecero 2 mete.

Il risultato finale fu di 25-13 per la Francia.

Usciti dallo stadio ci ritrovammo tutti. Ero fuori di me dalla gioia!

Risalimmo nella metropolitana, che era molto meno affollata rispetto all’andata. Riprendemmo il pullman e fin che tutti intorno a me dormivano io ripensavo ai magnifici momenti vissuti quell’indimenticabile giorno.

Arrivati finalmente all’aeroporto, mangiammo un boccone e dopo 2 ore di attesa salimmo sull’aereo.

Erano le 22.30 e sotto di noi c’era Parigi illuminata.

Dopo neanche un quarto d’ ora mi sono addormentato come un sasso, perciò non posso dirvi che cosa è successo; so solo che siamo atterrati a mezzanotte.

A casa ho raccontato alla mamma che ero stato inquadrato e lei è rimasta stupita e incredula.

Poi sono andato a letto verso le 2.00 di notte. Ero stanco morto!

Devo dire che il giorno dopo è stato molto difficile alzarsi per andare a scuola.

È stata un’ esperienza indimenticabile! E per questo oggi sono qui a raccontarvela.


Panozzo Alessandro

Giocatore di RUGBY del RAV= RUGBY ALTO VICENTINO


18.3.08

Italia-Scozia 6 Nazioni 2008

15 marzo 2008

Ciao Ragazzi!

Che dire di una giornata passata cosi,parlano i video,le foto...
difficile trasmettere a parole sensazioni e ricordi di uno spettacolo del genere...

Noi eravamo in quattro,tre giocatori di calcio e io di basket ed era la prima partita di rugby che vedevamo dal vivo.
Non ci sembrava possibile essere cosi vicini al campo,ai giocatori..
un’atmosfera che univa tutto lo stadio,italiani e scozzesi senza rivalità noi non l’avevamo mai respirata...

le regole noi neanche le conosciamo tutte ma vedere una partita giocata con il cuore fino alla fine,sentire uno stadio che incita le squadre e canta l’inno nazionale a gran voce e tutti insieme,vivere il terzo tempo,fare foto e parlare allegramente con gli scozzesi il dopo partita…

assistere a un drop che porta l’Italia alla vittoria segnato da un mio coetaneo nonchè compagno di classe per tre anni Andrea Marcato..
Ragazzi…: CHE EMOZIONE!

Ciao a tutti.

Laura

10.2.08

Notizie dal ritiro azzurro

I SEGRETI DEL RITIRO AZZURRO
Scritto da REDAZIONE WEB RUGBY Il 07/02/2008
6 NAZIONI - Letto 47 volte - 2 Commenti



Fra un allenamento e l'altro, in attesa del big match di domenica, chi si immagina gli azzurri intenti a "squagliare la playstation" in stile Totti e compagni al Mondiale di Germania, è lontano anni luce dallo stile del ritiro della nazionale alla Borghesiana.
Il centro, situato nella campagna fuori Roma fra le strade consolari Casilina e Prenestina, non offre tante distrazioni:
"Non è che puoi uscire e andare a prenderti un caffè, fuori ci sono solo le pecore". Dice il pilone Perugini indicando la finestra.
"Per carità non ci manca niente e fra un allenamento e l'altro non passa poi tanto tempo".
"Si legge molto, e quando internet funziona consultiamo la posta, per quanto mi riguarda l'attività che preferisco è riposare", gli fa eco il compagno di stanza, Andrea Masi. Che continua:"Andiamo a dormire alle 22, con Totò, (Perugini) dividiamo la camera dal '97, quando ci conoscemmo a l'Aquila, con Carlo Festuccia anche da prima. Diciamo che abbiamo imparato a sopportarci".

Santiago Dellapè non sembra avere problemi:"Non mi annoio, c'è sempre qualcosa da fare, dall'allenamento alla riunione tecnica, poi io nel tempo libero studio per prendere la patente di guida in Francia, dove gioco".
L'ala Kaine Robertson ha fatto scorte di DvD:"Sono un patito delle serie-tv, ho tutte le puntate di Prison break e 24ore, con Kiefer Sutherland"
Il giovane Sgarbi sta finendo di leggere "Angeli e Demoni, di Dan Brown, lo stesso autore del Codice Da Vinci"
"No, io sto leggendo solo un manuale,"Il Labrador" interviene Andrea Masi," Perchè mi sono accorto che il mio cucciolo, Hulk, ha bisogno di più cure di quanto mi aspettassi".
Il neo-laureato in filosofia Tommaso Reato, che ha esordito sabato scorso sembra essersi integrato a meraviglia con il gruppo: "Per il mio eosrdio i miei compagni hanno preteso che mi bevessi due boccali di birra tutti d'un fiato, peccato che l'ho dovuto fare da sdraiato, ma mi sono difeso".
Ci chiediamo che letture faccia un rugbista laureato in filosofia.
"Ho appena finito un libro di un autore delle mie parti, Ciabotto-risponde Reato- il titolo è Scanno Boa, una storia ambientata sul Po".
Nostalgia di casa?
"Assolutamente no, pensa che uno dei protagonisti è un pescatore del Tevere".
"Anche io leggo molto", ci dice Mauro Bergamasco, "Alterno la biografia di lo Cicero a quella di Troncon" e giù risate generali "A parte gli scherzi, leggo di tutto, l'ultima lettura è stato il libro di Piergiorgio Odifreddi "Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici".
Come mai una lettura così particolare?
"Semplicemente perchè se hai un' idea devi confrontarti con chi ne ha una diversa dalla tua", risponde Bergamasco.

Carlos Nieto rimpiange le partite a carte del Sei nazioni 2007: "Adesso che non ci sono Marco Bortolami e Fabio Ongaro non si gioca più al Poker alla "texana", abbiamo le fishes ma non i giocatori".
"Meglio sentire un po' di musica, la migliore la trovi nel mio Ipod", scherza capitan Parisse. "Rock dagli anni '70 ad oggi. L'unica alternativa sono i film, altrimenti il riposo, tutto, tranne la playstation".

Daniele Piervincenzi

8.2.08

"I nostri inviati speciali a Dublino"

Fatto! Ormai si è deciso, si parte per Dublino a vedere la prima giornata d’apertura del Torneo 6 Nazioni, grande partita Italia-Irlanda. Allora corri a prenotare i biglietti aereo, l’albergo, e-mail su e-mail per radunare amici e simpatizzanti e finalmente ecco che il gruppo RAV capitanato da Marco e Nicola si costituisce e… finalmente si parte!
Il sabato giorno di partita siamo tutti, bambini compresi, in agitazione: ci siamo pitturati il tricolore sulle guance, messo sopra le giacche a vento la maglia della muta del RAV, coccarda tricolore sui berretti e grande bandiera italiana da sventolare al bisogno.. tutto è pronto.
Alla mattina la nostra prima tappa è alla Guinness (e che rugbisti siamo se non ci facciamo una sana pinta di birra?) e poi di corsa al Croke Park.
Il Croke Park è al momento il più grande stadio d'Irlanda con una capienza di 82.500 persone (il quarto in Europa). I soli stadi più grandi sono il Camp Nou di Barcellona, il San Siro di Milano e il nuovo Wembley Stadium di Londra. Il Croke Park è riservato agli sport gaelici, ma visto che lo stadio adibito al rugby è in restauro, è “prestato” per il gioco del rugby e per il calcio.
Il Croke Park ci appare in tutta la sua grandezza, migliaia di persone colorate e nelle tenute più strane affollano gli spalti.
C’è un gruppo d’italiani vestiti di tutto punto da nobili veneziani, italiani con le parrucche azzurre, altri con la tuba a colori bianco rosso verde.
Altri ancora con le facce dipinte, insomma un marasma colorato di tifosi in festa.
Siamo in fibrillazione, entra la banda, si schierano le due squadre, lo stadio urla e applaude.
All’inno nazionale italiano siamo tutti in piedi con la mano sul cuore e con il nostro tricolore steso. Lo stadio intero canta “fratelli d’Italia” e vi assicuro che è un brivido e un’emozione che tocca il cuore.
La partita inizia e inizia l’emozione, gli applausi, la trepidazione per la meta, i commenti urlati, le mischie, e ancora l’inno nazionale che tutto lo stadio intona a sostenere i nostri giovani, a sostenere un Troncon sempre in campo a dare consigli gesticolando e muovendosi da uno all’altro giocatore con una passione e un trasporto che commuove e ci inorgoglisce.
Grande Troncon e grande squadra.
Il risultato poi lo sapete tutti: abbiamo perso 11 a 16, ma perso con classe, con passione e con grinta.
Grande rugby e grandi emozioni anche se, come dice il mio collega Stefano:
“correre schincando gli avversari che ti si vogliono abbattere addosso e continuare a passare una palla "ogivale" al compagno che sta dietro, ammassarsi in mischie da venti energumeni urtandosi vicendevolmente mentre si guarda tutti insieme il prato apparentemente alla ricerca di quadrifogli, è una pratica che ai più resta incomprensibile”.


Ciao a tutti !!!

Renata,
moglie e mamma di rugbisti

31.1.08

6 Nazioni 2008


Eccoci qui, finalmente ci risiamo… il tanto atteso torneo 6 Nazioni ritorna il 02 febbraio 2008 !!! Tutti in trepidazione per l’avvio dell’evento che ci permette di vedere (in chiaro! su La7!) il massimo livello europeo del grande rugby che tanto ci appassiona. La nazionale italiana che diventa più forte di anno in anno, sta raggiungendo traguardi prestigiosi e sotto la guida del nuovo allenatore Nick Mallett darà filo da torcere alle altre grandi, storiche del rugby (Inghilterra, Irlanda, Scozia, Galles, Francia). Sarà duro, ma noi siamo pronti per l'ennesima battaglia! E allora tutti in mischia… a spingere con in nostri Azzurri!!!

I giornata
Sabato 2 febbraio

IRLANDA – ITALIA (ore 15.00 in Italia)
INGHILTERRA – GALLES (17.30 in Italia)
Domenica 3 febbraio
SCOZIA – FRANCIA (ore 16.00 in Italia)

II giornata
Sabato 9 febbraio

GALLES – SCOZIA (ore 15.30 in Italia)
FRANCIA – IRLANDA (ore 17.00)
Domenica 10 febbraio
ITALIA – INGHILTERRA (ore 15.30)

III giornata
Sabato 23 febbraio

GALLES – ITALIA (ore 16.00 in Italia)
IRLANDA – SCOZIA (ore 18.00 in Italia)
FRANCIA – INGHILTERRA (ore 21.00)

IV giornata
Sabato 8 marzo

IRLANDA – GALLES (ore 14.15 in Italia)
SCOZIA – INGHILTERRA (ore 16.15 in Italia)
Domenica 9 marzo
FRANCIA – ITALIA (ore 16.00)

V giornata
Sabato 15 marzo

ITALIA – SCOZIA (ore 14.00)
INGHILTERRA – IRLANDA (16.00 in Italia)
GALLES – FRANCIA (ore 18.00 in Italia)

http://www.rbs6nations.com

Ma… cos’è il 6 Nazioni? è il più importante torneo internazionale di rugby a 15 dell'emisfero settentrionale. Nato nel 1883 e disputato tra le quattro Nazionali delle Isole britanniche (Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia), divenne Cinque Nazioni nel 1910 con l'ingresso della Francia, per poi diventare l’attuale torneo con l’ammissione dell'Italia nel 2000.

Il torneo iniziò in maniera non ufficiale: attorno al 1883, le varie squadre rappresentative delle nazioni britanniche, Inghilterra, Irlanda, Scozia e Galles disputavano tra gennaio e aprile una serie completa di incontri ufficiali detti "Test Match"; alcuni giornali iniziarono a stilare una classifica, pur in maniera ufficiosa, tanto che, fino all'istituzione di regole per l'assegnazione dei punti nel 1993, non furono definiti criteri per stabilire la vittoria del torneo in caso di parità di punti. Nella prima edizione, l'Inghilterra e la Scozia disputarono ciascuna tre partite, mentre Irlanda e Galles solo due, non incontrandosi tra di loro: il primo titolo andò quindi all'Inghilterra. Nel 1893 i giornali pubblicarono per la prima volta una classifica ufficiosa del "Quattro Nazioni".

L'aggiunta della Francia nel 1910 portò il numero di nazioni a cinque. Quello stesso anno vide la prima vittoria dell'Inghilterra dal 1889. Durante gli anni della Prima Guerra Mondiale il torneo non venne disputato, con la prima edizione del dopoguerra nel 1920.

Dopo 49 anni dal loro ingresso i francesi vinsero per la prima volta il Cinque Nazioni nel 1959, giungendo poi al loro primo Grande Slam nel 1968.

Nel 1973 avvenne un fatto clamoroso: tutte le cinque squadre ottennero due vittorie e due sconfitte: non essendoci un criterio discriminante, il torneo fu vinto ex-aequo da tutti i partecipanti. Nel 1998 le federazioni facenti parte del comitato organizzatore approvarono l'ammissione dell’Italia, a partire dall'edizione del 2000. In realtà già nel 1996 l'Italia era stata ad un passo dall'ammissione, quando l'Inghilterra rischiò l'esclusione per una questione relativa ai diritti televisivi.

La nazionale italiana esordì il 5 febbraio del 2000 contro la Scozia, campione in carica, con una vittoria per 34 a 20: questo primo Sei Nazioni vide la vittoria degli inglesi. Importante fu l'edizione 2007. Nella terza giornata si registrò la prima storica vittoria in trasferta dell'Italia contro la Scozia, con il punteggio di 37-17, segnando la prima meta dopo 17 secondi e le altre due entro 5 minuti, e la sconfitta dell'Inghilterra in Irlanda con il più pesante passivo mai subito dagli inglesi nel torneo (43-13); quest'ultima partita fu giocata nello storico stadio di Croke Park, teatro del massacro del 1920 conosciuto come Bloody Sunday, e dal quale fino a quel momento era stata bandita la nazionale inglese e, in generale, rugby e calcio (entrambi di origine inglese). La vittoria per 23 a 20 allo Stadio Flaminio sul Galles nella quarta giornata rappresenta la prima volta che la nazionale azzurra vince due partite nello stesso torneo.

Assegnazione punti

Ogni squadra gioca contro ogni altra un solo incontro, con il vantaggio di giocare in casa che si alterna di anno in anno. Due punti sono assegnati per ogni vittoria, uno per il pareggio e nessuno per la sconfitta. Vince il torneo chi fa più punti ed in caso di parità chi ha la miglior differenza punti.

Trofei e premi simbolici

  • Alla vincente viene assegnato il "Trofeo delle Sei Nazioni".
  • La vittoria di tutte le partite è detta Grande Slam.
  • La vittoria di una squadra delle Isole Britanniche (ovvero, escludendo Francia ed Italia) su tutte le altre tre porta alla conquista della simbolica Triple Crown.
  • La vincente dell'incontro tra Inghilterra e Scozia vince la Calcutta Cup (in caso di pareggio il detentore conserva il trofeo).
  • La squadra che termina ultima vince il simbolico Wooden Spoon (Cucchiaio di legno).
  • La squadra che perde tutte le partite ottiene il WhiteWash.
  • Dal 2007 Italia e Francia si contendono il Trofeo Giuseppe Garibaldi.

21.1.08

Mallet e l'Italia



Il citì a ruota libera su torneo, progetti, giocatori e club. Elogio della mischia: «Con Cittadini e Staibano l’Australia non perdeva dagli inglesi»
Mallett: «Il Sei Nazioni per gli altri è solo un altro week-end, per noi la sfida della vita. Servono due selezioni per crescere».
«I risultati in Coppa del Mondo sono uno specchio del valore internazionale dell'Italia più realistico dei risultati dell'ultimo Sei Nazioni. Non capisco, quindi, il motivo di tanta delusione». Nick Mallett non è uno che le manda a dire. Cultura, conoscenze rugbistiche, passato e modo in cui ha allenato Springboks, Stade Francais, Boland e Western Province parlano per lui. Con questo approccio schietto e appassionato ha deciso di affrontare la nuova esperienza di allenatore dell'Italia. Lo ha dimostrato meeting pre-Sei Nazioni con i giornalisti veneti, tradizione iniziata ai tempi di John Kirwan citì, tenuto in settimana.
Dove Claudio Da Ponte, anima della rivista "Rugbyclub", l'ha paragonato entusiasticamente a Julio Velasco per competenza, brillantezza e capacità di coinvolgimento. Da sabato 2 febbraio, debutto nel Sei Nazioni a Dublino, vedremo se l'Italia del rugby avrà davvero trovato il suo Velasco, com'è successo negli anni '80-90 a quella del volley.

Il Mondiale allora è il vero specchio dell'Italia?

«Sì, perchè battere Scozia e Galles con questa base da cui attingere per la Nazionale è incredibile. È un miracolo».

Cosa intende per base?

«L'Italia oggi ha un XV di livello internazionale, con ruoli carenti come la mediana, e dietro pochi ricambi. Se nel torneo avremo grossi infortuni sarà difficile mantenere la competitività. Peccato, perchè nei miei giri per l'Italia ho visto gente potenzialmente da Sei Nazioni, ma che non gioca stabilmente nel club. E senza continuità non si alza il livello».

Qualche nome?

«Alberto Sgarbi, Andrea Marcato, Paolo Buso. Purtroppo nel Super 10 giocano ogni giornata 90 stranieri e 60 italiani. Sarebbe meglio scendessero in campo più italiani e meno stranieri di più alta qualità. Italiani sui quali ho deciso di puntare nelle scelte azzurre, a meno che lo straniero di pari ruolo non faccia davvero la differenza».

Per alzare il livello lei ha detto che servono le selezioni.

«Per il vostro sistema di rugby, simile a quello del Galles dove già ci sono, sono l'unica strada. Bisogna concentrare i 60-70 migliori giocatori italiani in due selezioni professionistiche, chiamate che so, Romans e Venetians. A questi aggiungere massimo 3 stranieri di qualità ciascuna e più italiani possibili che ora giocano all'estero, dove hanno già fatto il salto di qualità. Con queste due selezioni, pagate e gestite tecnicamente dalla federazione, si potrebbe competere con le squadre migliori d'Europa nelle coppe e in tornei tipo la Celtic League. Il livello dei giocatori italiani crescerebbe di sicuro. Ai club sarebbe affidata l'attività inferiore, di livello amatoriale e nazionale (il campionato, ndr)».

Un progetto lineare sulla carta, difficile da realizzabile in pratica, per problemi di soldi e di conflitto con i club.

«I soldi in qualche modo la federazione li deve trovare. Avete gli incassi del Sei Nazioni, degli sponsor, delle coppe, delle tivù. Metteteli insieme e, se non basta, cercate altre risorse. Sul discorso dei club è vero. Quanto ho detto è il meglio per l'interesse del citì della Nazionale, so bene che non è il meglio per l'interesse di Treviso, Rovigo o Calvisano».

In attesa di sviluppi strutturali nel movimento, su cosa punta per far bene il Sei Nazioni e ripetere i "miracoli" di Berbizier?

«Su un pacchetto di mischia fra i migliori a livello internazionale. Sono convinto che se l'Australia avesse avuto come piloni non le nostre prime scelte, ma Fabio Staibano e Lorenzo Cittadini, non avrebbe perso la semifinale al Mondiale con l'Inghilterra. Poi sul cuore, sul carattere, sull'orgoglio modello Argentina».

Cosa intende per orgoglio argentino?

«Quello mostrato ai Mondiali. Quando allenavo a Parigi, prima di uno Stade Francais-Clermont decisivo, sentivo Mario Ledesma e Austin Pichot parlare solo e in continuazione dei Pumas al Mondiale '99, non del campionato francese. Avevano il cuore e la testa lì, anche se il portafoglio glielo riempiva lo Stade. Gli italiani devono avere la testa e il cuore puntati sempre al Sei Nazioni. Per i giocatori esteri, abituati a grandi scontri ogni settimana in Premiership, Top 14 ed Heineken, il Sei Nazione è solo un altro week-end. Per gli azzurri deve essere ogni volta la partita dell'anno, della vita. Come è successo all'Argentina in World Cup. Non a caso è arrivata terza, stupendo il mondo».

Ivan Malfatto

14.1.08

Marco Paolini

Paolini e La7, dopo il Sergente ci riprovano con 'Album d'Aprile'

Fonte: La Stampa


Marco Paolini e La7 ci riprovano.
Dopo Il sergente nella neve, che a fine ottobre incollò al video un milione e 200 mila spettatori, ecco la nuova collaborazione tra attore e emittente.
Il 2 febbraio alle 21,30, in occasione del campionato di rugby «Sei Nazioni», andrà in onda Album d’aprile, che Raitre aveva trasmesso nel 2005 con il titolo Aprile ‘74 e 5.

Lo spettacolo, ripreso in diretta da uno spazio per concerti, il Fillmore di Cortemaggi4e in provincia di Piacenza, avrà le musiche di Lorenzo Monguzzi (dei Mercanti di Liquori).

Gli «Album» di Paolini sono l’autobiografia di una generazione cresciuta in Veneto quando il Veneto era bianco e non ancora verde padano. Paolini li presentò in vari capitoli tra il 1964 e il 1984.
Rappresentò se stesso attraverso l’alter ego Nicola, che si affaccia sui paesaggi dell’infanzia e dell’adolescenza con sguardo curioso. In un lento entrare nella vita esplora la colonia di Adriatico, l’agonismo domestico di Tiri in porta, il microcosmo che si agita nell’oratorio di Liberi tutti, dove appare la formidabile figura di don Tarcisio, il prete che non ne perdona una.

Album d’aprile appare per la prima volta nel ‘95.
Sembra avere per argomento il rugby e la vita che si sviluppa tra il campo di gioco e la piazza. In realtà parla di crescita, di politica, della pulsione a cambiare il mondo.
E cambiare, per Nicola e i suoi amici, significa soprattutto fare politica, magari in modo confuso e senza arrivare ad un risultato.
Alla vigilia dell’esame di maturità, Nicola forse sa che «la società perfetta» non esiste, ma guai rassegnarsi, guai abbandonare la spinta. Il racconto è intrecciato di storie vere di sport, di bar, di piazza.

Riappare la figura di don Tarcisio, sospeso «a divinis» per aver fatto arrabbiare i superiori; c’è il bar della Jole, dove tutti nell’immancabile eskimo si rifugiano dalla nebbia e dal freddo; c’è la battaglia per il divorzio; c’è Nicola impegnato con gli amici ad attaccare abusivamente manifesti; ci sono i cineforum; appare conturbante «la Norma», a cui Nicola non ha il coraggio di dichiararsi; tornano le manifestazioni, con «Barbin» massacrato di botte e ridotto in coma. Soprattutto ci sono gli attentati, culminati in quello orribile di piazza della Loggia a Brescia.

Lo spettacolo è scandito da una specie di decalogo di suggestioni. Dice Paolini nello spettacolo: «La prima cosa è l'odore della sifcamina e dell'olio canforato, per scaldare i muscoli in spogliatoio; la seconda è la faccia di Tarcisio, tirà come una bestemmia muta, gli occhi rossi di chi non ha dormito; la terza è lo spogliatoio: stretto, lungo, come un vagone; la quarta è la squadra, tutti vestiti uguali, anch'io, allora gioco anch'io; la quinta il campo di fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo, fatti apposta per farti prendere paura; la sesta è il caligo, la nebbia; la settima è una piova che vien e che lava; l'ottava gli spari in piazza; la nona è Barbin in coma, ma par che dorma; la decima è il nostro nome: gridato in piazza come a una partita vera Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le!».

Di seguito un piccolo assaggio tratto dal sito www.rugbypeople.it di Elvis Lucchese

19.3.07

ITALIA - IRLANDA

Una batosta dura da dimenticare.


Così si chiude il Sei Nazioni dell’Italia, in modo assolutamente speculare a come era cominciato.

Una curiosa parabola: due pesanti sconfitte nell’esordio contro la Francia e nell’epilogo contro l’Irlanda, in mezzo tre grandi partite con due vittorie (Scozia e Galles) e una sconfitta più che onorevole (Inghilterra).L’Italia china il capo di fronte all’Irlanda, troppo forte quando è in giornata (e oggi, giorno di san Patrizio, lo era), travolgente nel gioco dei suoi trequarti, imprendibile nelle linee di corsa, insuperabile nei suoi due centri D’Arcy (man of the match) e O’Driscoll.


Ed è andata pure bene che il mediano d’apertura Ronan O’Gara, uno di quelli che solitamente sul piede ha un mirino, sia stato stranamente impreciso.


Tuttavia anche nella sconfitta emergono note positive. Il XV azzurro, peraltro pesantemente rimaneggiato tra infortuni e squalifiche, ha retto il confronto per almeno tutto il primo tempo, che si è chiuso con un accettabile 20-12 a favore degli irlandesi.

I dodici punti erano venuti tutti dal piede di Pez, mentre nell’Irlanda erano andati a meta Dempsey (18’), Easterby (22’) e D’Arcy (39’).


L’Irlanda faticava a premere sull’acceleratore, limitandosi a sporadiche incursioni dei trequarti che pure lasciavano intravedere l’immensa classe del reparto.


Convincente tra gli altri anche l’estremo Dempsey, degno successore di Murphy, folletto genialoide ma incostante.


E’ stato l’avvio di ripresa tuttavia a decretare le sorti della partita.


A scadenze regolari – ogni cinque minuti – gli irlandesi affondavano le loro lame mentre l’Italia cadeva nello scompiglio, calando soprattutto nel confronto fisico.


Ancora Dempsey (46’), poi Horgan (51’), a ribadire Hickie (55’), infine O’Gara (59’) scavavano una ferita non più rimarginabile: troppo assetata non solo di vittoria ma anche di punti l’Irlanda per essere fermata.


Quietata la bufera l’Italia ha provato con ammirevole insistenza a ridurre il passivo.


Sono arrivate le mete di orgoglio puro di Bortolami (75’) e di De Marigny (80’) – intervallate dal bis di Hickie (87’) – a rendere leggermente meno doloroso il punteggio.


Tanto cuore, a tratti poca testa, l’epilogo di questa avventura avrebbe potuto essere migliore ma è solo una macchia – e una lezione salutare – su un bel quadro d’autore.

12.3.07

Italia - Galles: 23-20

Secondo successo consecutivo nel Sei Nazioni: non era mai successoMeta decisiva di Mauro Bergamasco a tre minuti dalla fine.




ROMA - L'Italia del rugby batte anche il Galles: 23-20 al termine di una bella battaglia allo stadio Flaminio.
E' la seconda vittoria consecutiva nel Sei Nazioni.
Per la prima volta gli azzurri ottengono almeno due successi (Scozia e Galles) contro due sconfitte (Francia e Inghilterra).
E manca ancora la partita con l'Irlanda.
In linea del tutto teorica, a una sola giornata dalla fine, gli azzurri potrebbero anche vincere il torneo.
Come minimo saranno quarti.
La partita del Flaminio, davanti a oltre 25 mila spettatori non è stata bellissima, ma, di sicuro, molto emozionante.
Nel primo tempo, gli uomini di Berbizier (tecnicamente superiori ai gallesi) controllano il gioco.
Dopo 3 minuti c'è anche una meta di Pratichetti annullata per un "avanti".
Per sbloccare il tabellino ci vogliono due calci di Pez (ne aveva appena sbagliato uno da metà campo) al 14' e al 19'.
Ma i "rossi" del Galles si svegliano e Shane Williams va in meta su un errore dei nostri.
La partita sembra girare, ma gli azzurri la riacciuffano con un'azione bellissima: Troncon ferma i rossi e riesce a far arrivare l'ovale a Robertson che inventa una cosa da favola: calcione altissimo e lunghissimo e corsa a perdifiato sotto il percorso del pallone: l'azzurro recupera almeno 15-20 metri di svantaggio a Gough, lo frega sul rimbalzo e deposita al centro dei pali: 13-7.
La ripresa inizia con un calcio dei "rossi" seguito da una meta del tallonatore Rees su un nuovo errore collettivo degli azzurri.
Un altro calcio di Hook e per l'Italia sembra notte fonda.
Invece, gli uomini di Berbizier si ritrovano e trovano chissà dove la forza e l'orgoglio per risorgere.
Al 32' ottengono una punizione centrale e vicina ai pali.
Il calcolo di Troncon e compagni sembra azzardato, ma si rivelerà giusto: un calcolo per la vittoria.
Gli azzurri decidono infatti di calciare portandosi sul 20-16 per gli avversari.
Ritengono, dunque, di riuscire a segnare una meta nei restanti 8 minuti di gioco.
Il miracolo, dopo un lungo assedio a pochi metri dalla linea gallese, avviene nel modo più difficile: calcetto a scavalcare i difensori di Pez e Mauro Bergamasco arriva prima di tutti per schiacciare in meta: 23-20. Ai gallesi restano tre minuti: quasi allo scadere l'arbitro concede loro una punizione che sarebbe sufficiente per il pareggio a quota 23.
Ma il pari non toglierebbe l'onta dell'ultimo posto in classifica: così decidono di calciare in touche per poi provare a costruire un'azione da meta.
Calcolo, questa volta, sbagliato.
Quando la palla esce, gli 80 minuti sono scaduti da 2 secondi e l'arbitro (regolamento alla mano) decide che è finita.
Gli azzurri trionfano.

Due successi al Sei Nazioni: è roba da passare alla Storia.
E sabato prossimo cercheranno di fermare l'Irlanda lanciata alla conquista del trofeo.

ITALIA-GALLES 23-20 (13-7)

GALLES: K. Morgan; M. Jones, Shanklin, Hook, S. Williams; S. Jones (28' p.t. G. Williams, 1' s.t. S. Jones, 34' G. Thomas)), Peel; R. Jones (30' s.t. J. Thomas), M. Williams, Popham; A. Jones, Gough; Horsman (16' s.t. A. Jones), Rees (37' s.t. R. Thomas), Gethin Jenkins (21' s.t. D. Jones). All. Gareth Jenkins.

ITALIA: De Marigny; Robertson, Canale (21' p.t. Zaffiri), Mirco Bergamasco, Pratichetti; Pez, Troncon; Parisse, Mauro Bergamasco, Zanni (22' s.t. Bernabò, 29' Zanni); Bortolami, Dellapè; Nieto (18' s.t. Staibano), Festuccia, Lo Cicero (18' s.t. Perugini). All. Berbizier. MARCATORI: p.t. 12' e 19' c.p. Pez, 26' m. S. Williams tr. S. Jones, 36' m. Robertson tr. Pez ; s.t. 3' c.p. Hook, 5' m. Rees tr. Hook, 14' c.p. Hook, 32' c.p. Pez, 37' m. Mauro Bergamasco tr. Pez,. ARBITRO: White (Inghilterra). NOTE: spettatori 25.115. Colpi duri: Horsman, Canale, Peel, S. Jones, Troncon, Gough, R. Jones, Zanni, Parisse, Rees.

27.2.07

Italia, nuova scoperta


Rugby
Italia, nuova scoperta

Girando per i giornali anglosassoni emerge un umore strano: rivalità interne a parte, traspare un lapsus abbastanza costante, un senso di "sblocco", un senso di "prima o poi doveva accadere".
Una specie di benvenuto ad un avversaria in più. Una contendente che – adesso che ha iniziato a vincere- arricchisce il torneo. Lo arricchisce di pericoli, d’accordo, di possibili dispiaceri ma di contenuti.
Nessuno sorvola ovviamente sul fatto che i 21 punti dei primi sette minuti siano venuti sia per bravura italiana che per follia gallese, i tecnici fanno notare che dopo quella tripla fiammata la partita ha avuto un altro equilibrio, ma nessuno osa parlare di caso, di prestazione una-tantum, di svarione del team di Hadden.
E anche il verbo iniziare – to begin – che ricorre negli articoli più che nei titoli, rivela nettamente che il mondo del grande rugby si aspetta un sonoro seguito all'impresa di Murrayfield.
La BBC definisce suicidal i primi sette minuti scozzesi, ma l'analista non viene sfiorato dall'idea che si tratti solo di questo. Anzi, anche in Scozia la memoria torna ad altre volte in cui l'atteggiamento suicida e le vittorie mancate sono state la specialità dell'Italia. In nuova Zelanda un editoriale dice addirittura che gli azzurri hanno "finito di graziare gli avversari".
E ripensandoci l'aveva detto Fabio Ongaro ai microfoni di Sportitalia: "per vincere abbiamo bisogno di… iniziare a vincere".
Eurosport - Luca Tramontin - 26/02/2007 18:03

26.2.07

ITALIA - SCOZIA


Troncon: "Giornata indimenticabile"
Il mediano di mischia azzurro racconta a Gazzetta.it le sue emozioni dopo l'impresa contro la Scozia. "Non avremmo mai pensato di vincere con quel distacco. I nostri tifosi ci hanno dato una carica incredibile all'inno"

Alessandro Troncon, 33 anni, Omega
MILANO, 26 febbraio 2007 - Inizio questo mio "pezzo" ringraziando gli amici di Gazzetta per lo spazio concessomi e tutti i tifosi del rugby ai quali sabato abbiamo regalato una grande gioia. Erano in tanti ad Edimburgo, tantissimi, da tutta Italia. Mi dicono che gli italiani fossero cinque/seimila; certamente ne abbiamo incontrati una marea quando, venerdì pomeriggio, ci siamo concessi due passi per Edimburgo. Con loro abbiamo scambiato impressioni e commenti e abbiamo scattato parecchie foto; la bellezza della città ha certamente attirato molti di loro ma è la passione per il rugby e il tifo per la nostra squadra che rende sempre più corpose le comitive dei tifosi azzurri nelle trasferte del VI Nazioni.

DETERMINATI - Per noi giocatori la loro presenza è uno stimolo in più, un dovere cercare il massimo risultato. Venivamo dalla bella prestazione di due settimane fa a Twickenham e qui in Scozia ci giocavamo un’occasione importante.
Le sensazioni erano buone, la determinazione massima, l’atmosfera splendida.
Già all’inno i nostri tifosi dagli spalti ci hanno dato una carica incredibile.
Poi, senza neppure il tempo di entrare in partita, ci siamo trovati in meta. Quasi senza prendere fiato, dopo appena sette minuti, eravamo sul 21 a 0. Credo non sia mai capitato un inizio così fulminante, almeno a mia memoria. Figurarsi trovarci cuciti addosso quel punteggio e quella sensazione di incredulità. Credo che non esista nessuno al mondo che non avrebbe firmato per un avvio del genere, eppure… Sì, eppure: credetemi, non è per nulla semplice trovarsi in quelle condizioni. Troppi pensieri passano per la mente, troppe costruzioni mentali, troppe certezze vengono sgretolate. Ti prepari mentalmente la partita e poi ti trovi ad affrontare una situazione, anche se positiva, davvero imponderabile. Bisogna essere bravi e noi lo siamo stati; paradossalmente è più facile giocare in svantaggio perché si è più liberi mentalmente, non hai nulla da perdere e metti in campo più serenità. Così, trovandoci alla fine del primo tempo sul 24 -10, negli spogliatoi ci siamo guardati con un misto di stupore, incredulità, orgoglio.
UNITI - Quello che abbiamo voluto ricordarci con forza è che non ci conveniva aspettare la prevedibile reazione degli scozzesi ma continuare a giocare, essere attivi e presenti nelle fasi essenziali del gioco. In effetti l’orgoglio scozzese ci ha messo in difficoltà e per buona parte del secondo tempo il loro possesso palla e la predominanza territoriale ha dimostrato come le partite si debbano giocare fino all’ultimo secondo con la stessa concentrazione e determinazione. Abbiamo retto, cari amici; abbiamo fatto un gran lavoro nei placcaggi e in mischia. Soprattutto abbiamo sempre mantenuto a distanza la Scozia. Precisi nei piazzati abbiamo forse chiuso la partita con la mia meta. Una soddisfazione enorme, un gioco di squadra che ho avuto l’onore di concretizzare. Nessun dubbio che fosse meta, avevo schiacciato regolarmente la palla e la richiesta della prova TV da parte dell’arbitro non ci ha per nulla intimorito; l’arbitro stesso, quando alzandomi ho incrociato il suo sguardo, mi ha fatto l’occhiolino come per dire che aveva visto e voleva una semplice conferma. Il rapporto con gli arbitri nel nostro gioco è così; dialettico e amichevole, all’insegna della correttezza e dell’aiuto reciproco. Questa volta, poi, devo dire che non abbiamo subito alcuna decisione dubbia, come qualche volta in passato. Difendendo sino all’ultimo centimetro la nostra area di meta negli ultimi minuti abbiamo così dimostrato la nostra forza fisica, la voglia di portare a casa un punteggio straordinario.

LE DEDICHE - La prima vittoria esterna dell’Italia nel Torneo delle Sei Nazioni si è così chiusa con un 37-17 impensabile alla vigilia. Sapevamo che avremmo potuto vincere solamente facendo molti punti; ma mai avremmo pensato di realizzare un così alto distacco. Alla storica impresa si è poi aggiunta la mia gioia personale della nomina a Man of the Match; per la seconda volta in due settimane ho avuto questo onore. Però stavolta non me ne sono accorto: a Twickenham avevo sentito fare il mio nome a partita in corso e mi ero goduto un momento tutto mio tra gli applausi dello stadio. Qui la gioia e l’emozione erano a livelli così alti che, al fischio finale, tra le urla e gli abbracci dei compagni mi son visto recapitare il magnum indirizzato al vincitore del premio. Questa ulteriore soddisfazione la vorrei dividere con tutti i miei famigliari, con la mia ragazza, con gli amici, con tutti i tifosi azzurri. Con i miei compagni e tutta la Federazione abbiamo rivissuto i momenti storici della Nazionale italiana festeggiando, dopo un Terzo Tempo con gli scozzesi parecchio abbattuti, tra le vie del centro di Edimburgo inondate di birra e nostri compaesani urlanti.
Adesso un po' di riposo e poi di nuovo determinati per la sfida al Flaminio con il Galles. Inutile dire che vi aspetto numerosi perché sarà un’altra gara di emozioni forti. Io, dall’inizio di questa mia nuova avventura azzurra, ne sto vivendo di intense; le vorrei condividere con tutti voi.
Alessandro Troncon

16.1.07

Torneo 6 Nazioni 2007

DA SABATO 3 FEBBRAIO PARTE L'AVVENTURA DELLA NOSTRA NAZIONALE NELL'ESCLUSIVO TORNEO DEL 6 NAZIONI DURANTE IL QUALE GLI AZZURRI SARANNO IMPEGNATI A SFIDARE LE PIU’ GRANDI SQUADRE D’EUROPA.
UN APPUNTAMENTO DA NON PERDERE PER GUSTARE IL RUGBY AL PIU’ ALTO LIVELLO EUROPEO.
TUTTE LE PARTITE SARANNO TRASMESSE IN DIRETTA SU La7.

Ecco l’elenco delle partite:

I GIORNATA Sabato 3 febbraio,

Sabato 3 febbraio, ore 14.30 ITALIA – FRANCIA

Sabato 3 febbraio, ore 17.00 INGHILTERRA – SCOZIA

Domenica 4 febbraio, ore 16.00 GALLES - IRLANDA


II GIORNATA Sabato 10 febbraio,

Sabato 10 febbraio, ore 14.30 INGHILTERRA – ITALIA

Sabato 10 febbraio, ore 16.30 SCOZIA – GALLES

Domenica 11 febbraio, ore 16.00 IRLANDA – FRANCIA


III GIORNATA

Sabato 24 febbraio, ore 16.00 SCOZIA – ITALIA

Sabato 24 febbraio, ore 18.30 IRLANDA – INGHILTERRA

Sabato 24 febbraio, ore 21.00 FRANCIA - GALLES


IV GIORNATA

Sabato 10 marzo, ore 14.30 SCOZIA – IRLANDA

Sabato 10 marzo, ore 16.30 ITALIA – GALLES

Domenica 11 marzo, ore 16.00 INGHILTERRA – FRANCIA


V GIORNATA

Sabato 17 marzo, ore 14.30 ITALIA – IRLANDA

Sabato 17 marzo, ore 16.30 FRANCIA – SCOZIA

Sabato 17 marzo, ore 18.30 GALLES - INGHILTERRA