IL RUGBY NON È SOLO POTENZA
Disciplina, rigore, altruismo: sono gli insegnamenti di questo sport ritenuto dai più solo violento .
E’ uno sport sicuramente duro, di combattimento, secondo il gergo degli sportivi, ma la cosa non deve spaventare: nel nostro istinto c'è sempre stata una componente da combattere, fa parte della natura dell’uomo, e il rugby consente di farlo nel rispetto delle regole.
La caratteristica principale infatti è il contatto fisico, ma non inteso come zuffa da strada ma nel rispetto del regolamento.
In questa disciplina è difficile che ci si annoi, o che si soffra di solitudine, perché in campo prima di una squadra ci va un gruppo di amici.
La squadra come valore Il rugby infatti è lo sport collettivo per eccellenza, e sicuramente di contatto;
uno sport che richiede oltre a doti fisiche anche virtù morali, ed educative quali la generosità, lo spirito di sacrificio ma soprattutto la fiducia in se stessi.
Questo gioco, che i bambini possono iniziare a partire dagli 8 anni, è completo perché esso coinvolge il corpo e lo spirito: il rugby è uno sport di squadra e insegna non solo la destrezza finalizzata a superare l'avversario, ma anche la cooperazione di gruppo, la disciplina e il rigore dell'azione.
Giocando a rugby il bambino si realizza pienamente, si costruisce sul piano sociale, affettivo, cognitivo e motorio.
Considerando l'orientamento tecnico-atletico di questa disciplina, il lavoro proposto dall’allenatore deve mirare allo sviluppo della coordinazione motoria, della destrezza, della rapidità, della mobilità articolare, della velocità, della resistenza generale e della forza.
Il rugby propone innumerevoli combinazioni, e per questo può essere considerato un gioco di grossa intelligenza anche quando entrano in causa forze brutali.
Tutto quanto durante una partita richiede un lavoro di squadra: dalla conquista all'utilizzo e alla segnatura di ogni singolo pallone, e tutto lo si fa per raggiungere la vittoria, che difficilmente è il premio della squadra fortunata, ma è gratifica della squadra che meglio gioca.
Il rugby è uno sport collettivo di combattimento dove due squadre si affrontano a viso aperto, e affinché questo "scontro" sia permanente, bisogna che gli avversari siano davanti ed i compagni dietro.
Il confronto è sicuramente duro, ma leale, ed il rispetto dell'uomo è prioritario, totale.la meta (segnare la meta)
Il problema della vita del pallone passa attraverso la sua conservazione e la sua riutilizzazione (o il suo recupero e la sua riutilizzazione) ed è il momento in cui si manifesta una dimensione fondamentale del rugby: il sostegno.
Quando chi possiede la palla è in difficoltà, i suoi compagni lo aiutano e nel fondersi con lui fanno nascere la solidarietà dei corpi, dove il giocatore non è mai lasciato solo.
Pierre Villepreux
Non si può lasciarlo solo e ogni giocatore deve anticipare il proprio intervento per evitare che egli perda il pallone, perché l'altra squadra ha il diritto di intervenire e recuperare questo pallone.
E' la qualità umana e tecnica di questi sostegni che porterà alla conservazione o al recupero del pallone.
I giocatori giunti in sostegno per la conservazione ed i giocatori giunti in sostegno per il recupero, si affrontano, per la vita del pallone o per la sua morte con la morte del pallone si avrà arresto del gioco, che ripartirà da una mischia, una touche o un calcio di punizione).
Ogni giocatore è sempre utile, mai inattivo, sempre vigile e attento: pensa per sè e per gli altri.
Domizia Luzzi
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