14.1.08

Marco Paolini

Paolini e La7, dopo il Sergente ci riprovano con 'Album d'Aprile'

Fonte: La Stampa


Marco Paolini e La7 ci riprovano.
Dopo Il sergente nella neve, che a fine ottobre incollò al video un milione e 200 mila spettatori, ecco la nuova collaborazione tra attore e emittente.
Il 2 febbraio alle 21,30, in occasione del campionato di rugby «Sei Nazioni», andrà in onda Album d’aprile, che Raitre aveva trasmesso nel 2005 con il titolo Aprile ‘74 e 5.

Lo spettacolo, ripreso in diretta da uno spazio per concerti, il Fillmore di Cortemaggi4e in provincia di Piacenza, avrà le musiche di Lorenzo Monguzzi (dei Mercanti di Liquori).

Gli «Album» di Paolini sono l’autobiografia di una generazione cresciuta in Veneto quando il Veneto era bianco e non ancora verde padano. Paolini li presentò in vari capitoli tra il 1964 e il 1984.
Rappresentò se stesso attraverso l’alter ego Nicola, che si affaccia sui paesaggi dell’infanzia e dell’adolescenza con sguardo curioso. In un lento entrare nella vita esplora la colonia di Adriatico, l’agonismo domestico di Tiri in porta, il microcosmo che si agita nell’oratorio di Liberi tutti, dove appare la formidabile figura di don Tarcisio, il prete che non ne perdona una.

Album d’aprile appare per la prima volta nel ‘95.
Sembra avere per argomento il rugby e la vita che si sviluppa tra il campo di gioco e la piazza. In realtà parla di crescita, di politica, della pulsione a cambiare il mondo.
E cambiare, per Nicola e i suoi amici, significa soprattutto fare politica, magari in modo confuso e senza arrivare ad un risultato.
Alla vigilia dell’esame di maturità, Nicola forse sa che «la società perfetta» non esiste, ma guai rassegnarsi, guai abbandonare la spinta. Il racconto è intrecciato di storie vere di sport, di bar, di piazza.

Riappare la figura di don Tarcisio, sospeso «a divinis» per aver fatto arrabbiare i superiori; c’è il bar della Jole, dove tutti nell’immancabile eskimo si rifugiano dalla nebbia e dal freddo; c’è la battaglia per il divorzio; c’è Nicola impegnato con gli amici ad attaccare abusivamente manifesti; ci sono i cineforum; appare conturbante «la Norma», a cui Nicola non ha il coraggio di dichiararsi; tornano le manifestazioni, con «Barbin» massacrato di botte e ridotto in coma. Soprattutto ci sono gli attentati, culminati in quello orribile di piazza della Loggia a Brescia.

Lo spettacolo è scandito da una specie di decalogo di suggestioni. Dice Paolini nello spettacolo: «La prima cosa è l'odore della sifcamina e dell'olio canforato, per scaldare i muscoli in spogliatoio; la seconda è la faccia di Tarcisio, tirà come una bestemmia muta, gli occhi rossi di chi non ha dormito; la terza è lo spogliatoio: stretto, lungo, come un vagone; la quarta è la squadra, tutti vestiti uguali, anch'io, allora gioco anch'io; la quinta il campo di fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo, fatti apposta per farti prendere paura; la sesta è il caligo, la nebbia; la settima è una piova che vien e che lava; l'ottava gli spari in piazza; la nona è Barbin in coma, ma par che dorma; la decima è il nostro nome: gridato in piazza come a una partita vera Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le!».

Di seguito un piccolo assaggio tratto dal sito www.rugbypeople.it di Elvis Lucchese

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